I due angeli

Due angeli mentre viaggiavano si fermarono per trascorrere la notte a casa di persone benestanti. La famiglia era sgarbata e si rifiutò d’alloggiare gli angeli nella stanza degli ospiti. Diedero invece agli angeli una piccola stanza fredda nell’interrato.
Mentre si prepararono il letto sul pavimento duro, l’angelo più anziano vide un buco nel muro e lo riparò.
Quando l’angelo più giovane chiese il perché, l’angelo più anziano rispose: “Le cose non sono mai quelle che sembrano”.

La notte seguente la coppia si fermò presso la casa d’un contadino e sua moglie, molto poveri, ma molto ospitali.
Dopo aver condiviso il po’ di cibo disponibile, fecero si che gli angeli dormissero nel loro letto permettendogli così d’avere una buona notte di riposo.

Quando il sole si levò il mattino seguente gli angeli trovarono il contadino e sua moglie in lacrime. La loro unica mucca, il cui latte era la loro unica fonte di guadagno, era li che giaceva morta nel campo.

L’angelo più giovane s’infuriò e chiese al più anziano come aveva potuto permettere che ciò accadesse? Continua a leggere

Accorgersi della malattia

Perché è così difficile accorgersi che una persona a cui si vuole bene si sta ammalando di un disturbo del comportamento alimentare?

Sembra strano perché quando una persona si ammala di solito si nota che qualcosa non va, ma con l’anoressia, la bulimia, il binge, spesso questo non avviene e ci si accorge della malattia solo quando essa ha messo radici nella vita di chi ne viene colpito.

Ma perché succede tutto questo? Perché è così difficile riuscire a vedere, prima, cosa sta accadendo?

La verità è che con questo tipo di malattie è tutto molto più difficile e niente è scontato.
Quando ci si sta ammalando di anoressia, di bulimia o di binge, spesso non ci si rende conto di quello che sta avvenendo alla propria persona e la malattia è vista, percepita, sentita, come qualcosa di positivo, come quel qualcosa che in quel determinato momento della propria vita può aiutare a star meglio, a sostenere il peso di difficoltà che non si crede di riuscire a gestire in altro modo.
La malattia diventa quasi un’amica, un’alleata per affrontare la vita e le sue prove e, di conseguenza, non si trasmette agli altri un messaggio di malessere ma Continua a leggere

15 marzo 2017

Oggi 15 marzo 2017 è la VI giornata del Fiocchetto Lilla, dedicata alla lotta ai disturbi del comportamento alimentare.
In tutta Italia sono stati organizzati numerosi eventi e manifestazioni di sensibilizzazione e informazione su queste malattie, in un’unione di intenti e di speranze.

Ho pensato di dare il mio piccolo contributo scrivendo un opuscolo, un libretto (liberamente scaricabile da questo blog) in cui ho cercato di esprimere, nel modo più sincero possibile, i pensieri di chi si trova a vivere-convivere-combattere con queste malattie e chi, dall’altra parte, ha un figlio o una figlia che ne soffre.
Ho usato le parole “dall’altra parte” perché quando malattie come l’anoressia, la bulimia o il binge entrano nella vita di una persona, travolgendola, creano una specie di separazione tra lei e il resto della famiglia, che si trova spaesata di fronte a quello che sta avvenendo e a questa separazione forzata.

Quello che vorrei è cercare di far capire cosa pensano le persone, tutte, dando la possibilità, almeno, lo spero, di capire un po’ di più i pensieri dell’altro e, nello stesso tempo, di ritrovarsi nei propri, facendole sentire meno sole e dando loro la possibilità di avvicinarsi un po’ di più alla realtà dell’altro.

Daniela

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Non è facile per nessuno

Si può sapere cosa c’è che non va? Non ti manca niente, hai tutto quello che ti serve e nonostante questo ti comporti così!
Perché non ti sforzi? Perché non riesci a controllarti? Eppure sei una persona intelligente, hai la testa sulle spalle!

Quanto è difficile capire quello che succede in chi soffre di anoressia, bulimia, binge. Com’è difficile. Tanto quanto è difficile spiegare, a parole, ciò che si prova, quale tempesta si scatena con queste malattie … una tempesta incontrollabile.

E’ un po’ come essere travolti da qualcosa che non si può dominare e che, anzi, diventa padrona dei tuoi pensieri. Un qualcosa di così forte da non permetterti di decidere liberamente. E non poter decidere liberamente è davvero estenuante perché ti mette di fronte a quello che c’è nel presente, la malattia, senza possibilità di dire la tua, come se fossi azzittita da qualcosa di più grande di te.
Però la voce la hai, ma le parole non escono, restano li, intrappolate, spente.
La paura, la resistenza della malattia, tutto sembra essere contro di te e con il tempo arriva anche l’abitudine, a non parlare, a tenersi tutto dentro, a chiudersi sempre più. E tutto questo si trasforma in solitudine, anche quando sei in mezzo alla gente.
Ti senti sola, sola come non mai. Sola perché nessuno sa, nessuno può immaginare come stai. Sola perché a nessuno è permesso avvicinarsi a te e a quello che cerchi di nascondere. Sola perché hai tanta paura. Di non essere capita, di essere giudicata, di essere davvero così sbagliata come appari ai tuoi stessi occhi.
Però Continua a leggere

Capita anche a te?

riflessioni-capita-anche-a-teCapita anche a te di sentirti sola, di una solitudine strana, che si fa sentire anche quando sei in mezzo alla gente?

Succede anche a te di sentirti sbagliata, inadeguata, forse strana rispetto agli altri? Un po’ come se quello che vivi nessuno lo potesse comprendere, anche perché a volte fai fatica anche tu a capirlo fino in fondo?

Anche tu senti dentro te una sensazione di fallimento, come se nella vita avessi sbagliato tutto?

Non so, è come essere in un film, un film di cui si è solo uno spettatore a cui non è data la parola e che può solo restare li, fermo, a guardare cosa succede, con la paura di quello che potrebbe accadere nella scena successiva.
Questo film però è un film che non hai scelto tu, è il film che sta girando per te una malattia, una malattia che ti mette a dura prova e che ti fa provare tutti quei sentimenti dolorosi che non vorresti provare.

Purtroppo tante sono le persone che li provano, come tante sono le persone che si ammalano di anoressia, di bulimia o di binge. Sono persone normali, come tante altre. Sono persone che non avrebbero voluto incontrare queste malattie ma che, per diversi motivi, ci si sono trovate davanti. Sono persone che soffrono e che vorrebbero liberarsi dai sensi di colpa che non fanno dormire e da tutti quei sentimenti che non danno tregua.

Sono sentimenti pesanti, difficili da gestire, che rischiano di farti credere che la vita sia questo, sempre e solo questo. Però, credimi, non è così, la vita è altro, è qualcosa di meraviglioso, è un film che niente e nessuno ha il diritto di recitare al posto nostro … l’anoressia, la bulimia, il binge, sono malattie, non scelte di vita.
La vita vera, la vita Continua a leggere

15 marzo 2017

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Newsletter febbraio 2017

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La famiglia

riflessioni-la-famigliaI figli sono dei doni, preziosi, dei doni da custodire nel proprio cuore per proteggerli da tutto quello che potrebbe ferirli. E’ un po’ come voler creare per loro un nido, caldo, dove possano ripararsi dalle intemperie del tempo e del mondo.

Arriva però un momento in cui i figli da quel nido si allontanano, cercando al di fuori, com’è giusto che sia, quello di cui hanno bisogno per crescere e per creare la propria vita, il proprio destino.
Non sempre è facile guardarli prendere il volo, lasciarli andare, la malinconia può essere grande, il desiderio di tenerli stretti a sé anche, però la vita è così, ognuno di noi deve crescere e imparare a camminare da solo per percorrere il viaggio della propria vita.

E allora non resta che guardarli mentre si allontanano, sperando che quel viaggio possa essere meraviglioso.

Purtroppo però non sempre è così e ci possono essere delle volte in cui quel viaggio diventa difficile. Questo è il caso in cui ci si trova a dover combattere contro un disturbo del comportamento alimentare, malattie che portano con sé una grande sofferenza.

Trovarsi di fronte all’anoressia, alla bulimia, al binge, non è facile, una miriade di sentimenti, a volte contrastanti, si insinuano nella propria vita mettendo in dubbio le basi della propria persona. Affrontare la malattia è dura, davvero dura, è un percorso di lotta interiore che nessuno vorrebbe dover vivere ma che è necessario per poter tornare a vivere.

E’ dura però anche per i genitori, che si trovano, impotenti, di fronte ad un figlio che sta male e che non si sa come aiutare. E tra i tanti sentimenti provati, tra l’impotenza, la paura, la tristezza e lo sconforto, è naturale che ci sia anche la rabbia. Rabbia dettata dalla paura, rabbia alimentata dall’impotenza, rabbia per non sapere cosa fare e come farlo.
Come si può guardare un proprio figlio consumarsi senza poter intervenire? Come si può gestire, dentro e fuori di sé, il turbinio di emozioni che sembrano prevalere su tutto?
La ragione, la razionalità, in questi casi sono Continua a leggere

Perché resistere