Grazie

Mi fermo un attimo dalla passeggiata che sto facendo, per guardare quello che mi circonda.

Dei bambini stanno giocando al parco che sto attraversando, rincorrendosi a vicenda, mentre le loro mamme, sedute su una panchina, chiacchierano tra loro.
Alla mia destra, oltre la ringhiera, un torrente prosegue la sua strada, mentre un ragazzo, seduto su un sasso, è concentrato, con la sua canna da pesca, in attesa che un pesce abbocchi all’amo.
Davanti a me una signora su una sedia a rotelle, accompagnata da quella che potrebbe essere sua figlia, mi sorride e mi saluta.

E io, di fronte a tutto questo, sotto un cielo di un azzurro da togliere il fiato, non posso che dire grazie.
Grazie, vita, per avermi permesso di arrivare fino a qui, nonostante le fatiche.
Grazie, per avermi permesso di ricominciare, anche quando non credevo di averne più le forze, anche quando tutto era oscurato dal peso delle difficoltà.
Grazie, per avermi fatto capire che quello che vivevo, con l’anoressia e la bulimia, non era colpa mia ma il frutto di una malattia, permettendomi così di affrontarle in modo diverso.
Grazie, per avermi dato la forza di combattere e di rialzarmi, tutte le volte che sono caduta.

Grazie, semplicemente grazie, per quello che mi dai, per ciò che mi circonda, per le persone che incontro, per i sorrisi e gli abbracci, per tutte queste cose, che, forse, per molti sono scontate ma che per me sono qualcosa di meraviglioso, qualcosa di un valore inestimabile …

Notti insonni

Un altro giorno è passato, un altro lungo, lunghissimo giorno.
Il tuo corpo, stanco, può finalmente fermarsi, almeno qualche ora, cerando di recuperare un po’ delle energie che gli serviranno domani, per affrontare le fatiche di un’altra giornata.
Ma su quel letto, sotto quelle coperte, ti chiedi se riuscirai a dormire, se potrai davvero trascorrere qualche momento di pace nel silenzio della notte, nella quiete che di solito ci si aspetta quando si va a dormire.

Chiudi gli occhi, sperando che presto il sonno si appropri della tua mente, regalandoti un buon riposo, libero dai pensieri, libero dalle preoccupazioni.
Si, perché poterlo avere, un buon riposo, non è per niente scontato, anzi, è qualcosa che vorresti tanto ma che purtroppo tante notti non hai.
Già, perché l’anoressia, la bulimia, i disturbi alimentari, non conoscono la parola “riposo” e nemmeno la parola “tregua”. Si manifestano, con i loro pensieri, con la loro influenza, indipendentemente dall’ora, anche se sei sfinita, anche se non riesci a tenere gli occhi aperti.

So quanto a volte sia difficile riuscire ad immaginare una notte serena, una notte, magari intera, in cui poter davvero riposare, in cui poter davvero mettere a tacere i pensieri. So anche quanto sia pesante, alzarsi, il giorno dopo, più stanchi della sera precedente.
Si, sono notti che ho vissuto anch’io, notti tormentate, agitate. Notti che ho passato anch’io cercando di allontanare i pensieri, sperando di poter dormire … almeno un po’ …
Ho però conosciuto anche altre notti, notti diverse, notti in cui riposarsi davvero, notti in si può anche sognare. Sono notti che tutti vorremmo, notti che ci spettano ma che a volte sembrano così lontane da apparire come un miraggio.
Sono invece notti che che Continua a leggere

Ti va di uscire?

“Ti va di uscire stasera? Andiamo a mangiare una pizza e poi facciamo una passeggiata lungo il lago con gli amici, che ne dici?”

Quando questa domanda viene fatta a chi soffre di disturbi alimentari quello che si pensa e si vorrebbe rispondere è molto diverso da quello che spesso si finisce con il dire.

Quello che si pensa:
“Certo che mi va di uscire, di stare con gli amici, divertirmi, scherzare con loro.
Certo che mi va di uscire, per chiacchierare fino a notte tarda, guardando la luna in questo cielo stellato di piena estate.
Certo che mi va di uscire, distrarmi, sollevando per qualche ora la mia anima da pensieri che non vorrei fare, respirando aria fresca e immaginando giorni diversi e spensierati.
Certo che mi va di uscire …”

Ma poi si pensa:
“Ma come faccio?
Come potrei liberare la mia mente dai pensieri della malattia?
Come potrei gestire l’ansia davanti al cibo?
Come potrei far tacere i sensi di colpa?
Come potrei nascondere la mia inquietudine e la mia angoscia?
Come potrei sostenere conversazioni spensierate mentre la mia mente verrebbe invasa da tutt’altre preoccupazioni?
Come potrei divertirmi mentre il mio cuore rischierebbe di esplodere?”

E cosi, spesso, quello che si risponde è:
“Mi dispiace … non posso …”

Non sempre i rifiuti, gli inviti non accolti, corrispondono ad un non volerci essere, a volte sono il risultato di un malessere profondo, interiore, un malessere che, se non compreso da chi ci è vicino, può allontanare le persone, creando distanze che non si vorrebbero. Già, perché quello che si vorrebbe è solo poter essere come gli altri … potersi divertire come loro … poter uscire come loro …

Non fermarti

Non piangere per quello che non hai potuto avere, le lacrime ti impedirebbero di vedere quello che la vita ancora può darti.

Non scoraggiarti se oggi non ci sei riuscita e ha prevalso la malattia, domani è un nuovo giorno, tutto da costruire, tutto da vivere.

Non sentirti sbagliata, non c’è niente che non vada in te, anche se a volte ti sembra di essere fuori posto, o diversa, o fragile. Sei una persona unica, con tutte le sfaccettature che la tua anima sa esprimere, nel bene e nel male.

Non pensare di aver perso se stai ancora lottando, significa che non hai rinunciato e, nonostante le fatiche, stai ancora combattendo.

Non perdere mai la speranza, anche quando il cielo ti sembra grigio e spento, il sole torna sempre a splendere, anche dopo i giorni più cupi e bui.

Non smettere di credere in te, quello che hai dentro, la tua forza, è molto, molto più grande di quello che credi.

Non fermarti, continua il tuo viaggio, a testa alta, il futuro è qui, ed è tutto da scrivere.

Se

Se avessi potuto …
Se avessi capito …
Se fossi stata capace …
Se solo …

Tanti possono essere i “se” che risuonano nella nostra mente, come echi di un passato che non può tornare, mentre a noi non resta che cercare di vivere il presente, facendo del nostro meglio, nonostante le difficoltà e le fatiche che quotidianamente ci accompagnano.

Sono “se” importanti, perché ci permettono di pensare al passato in modo forse diverso rispetto ad un tempo, con un bagaglio in più, quello delle esperienze vissute.
Sono “se” che ci possono servire, per prendere decisioni nuove, diverse.
Sono “se” che sta a noi usare perché un giorno, un domani, non siano più “se” di un passato a cui guardare con rimpianto, ma diventino dei “posso” di un presente da vivere in prima persona.
E’ faticoso, è stancante e fa paura, tanta da far tremare, ma è LA nostra possibilità, la nostra occasione, LA NOSTRA VITA.

(Se avessi chiesto) Chiedo aiuto

Cosa può fare una parola?

Cosa può fare una parola?

Una parola può fare tanto, tantissimo.
Può scaldare il cuore infreddolito di chi sta attraversando un brutto inverno combattendo contro i propri demoni.
Può consolare chi si sente confuso, nel labirinto della propria sofferenza.
Può accompagnare chi, smarrito sul sentiero della vita, sta cercando la propria strada.

Una parola può aiutare, facendo sentire un po’ meno quella solitudine che a volte ci si trova a provare, una solitudine particolare, perché presente anche in mezzo alla gente, anche se attorno a sé ci sono amici, parenti, amori. Una solitudine a cui non si sa dare un nome, perché non spiegabile a parole, una solitudine che non si sa come scacciare.
E’ la solitudine del dolore, la solitudine di un’esistenza che si crede e sente come incompresa, lontana, distante dagli altri.
E’ la solitudine di un mondo costruito per proteggersi da quello che potrebbe ferire.
Una solitudine che però può essere, un po’ alla volta, sostituita da qualcosa di diverso, una presenza in punta di piedi, un amico che cerca di capire, una parola detta per sostenere.

Una parola può fare tanto.
Una parola detta a cuore aperto, senza giudizi, senz’altra motivazione se non l’esserci, può davvero fare tanto, cambiando il corso della giornata di chi la sente, perché la comprensione, l’affetto, la vicinanza, sono cose che davvero possono trasformare le cose.